Percorsi educativo/teatrali per l'aggiornamento

 


IL TEATRO A SCUOLA - Piacere di conoscere e desiderio di partecipare

Il Teatro ragazzi è una realtà che fa riferimento al Teatro ed alla scuola, ma non è né l’uno, né l’altro; la sua forte carica iniziale di capacità immaginativa e di innovazione si è forse impoverita di fronte alla pressante intromissione dell’industria dell’apparire, caratterizzata da egocentrismo e individualismo, ma rimane pur sempre un importante e fondamentale mezzo di contrapposizione all’invadenza e al condizionamento di modelli vuoti e precostituiti.
Il Teatro a scuola, si rivolge all’individuo, contemplandolo nel suo intero insieme di mente, corpo ed emozioni. Il teatro traduce, integra e rende concreta la ricerca sulla storia individuale e collettiva: una ricerca sul proprio vissuto di giovani attraverso situazioni e modalità che provochino il piacere e il desiderio di conoscere e sperimentare.
L’emozione di conoscere è l’energia che determina il superamento delle difficoltà, della fatica che i percorsi di conoscenza spesso propongono, trasformandoli in avventura piacevole; in questo senso il teatro è come l’avventura di un esploratore che vuole raggiungere un territorio sconosciuto, il proprio mondo interiore
Il teatro a scuola non è pura rappresentazione ma stimolo di conoscenza personale, ricerca, riconoscimento di bisogni, necessità di identificazione nell’altro, rito di passaggio, percorso di accettazione, abbandono del condizionamento al giudizio altrui che limita l’espandersi e l’esprimersi del nostro essere persona. Il teatro è un  viaggio di incontro e costruzione di un percorso comune.
Obiettivi prevalenti del corso: Rileggere la funzione del teatro a scuola all'interno dell'attuale contesto culturale; acquisire atteggiamenti socio-educativi in relazione allo strumento teatrale.
Metodologie: lavoro di gruppo, esercitazioni pratiche e simulazioni guidate, dibattiti e discussioni, fruizione di materiale audiovisivo.

“FRAM…MENTI” trae spunto dalla lunga esperienza condotta da Alcantara con i ragazzi “diversamente abili” ed ha come obiettivo, quello di poter far vivere ad un gruppo di educatori l’emozione di un laboratorio realizzato con soggetti disabili. Sonorità ed immagini si alterneranno a momenti operativi, al fine di immergersi completamente nell’atmosfera del rito, della quotidianità, del teatro. Attraverso lo strumento teatrale, affiancato e sorretto da linguaggi espressivi diversi, è possibile accrescere la conoscenza di sé e degli altri, riconoscere le emozioni, indagare sulle proprie motivazioni interiori, vedere in un’ottica “diversa” il proprio vissuto e la realtà in generale. Così, fare teatro non significa adattarsi a modelli di comportamento ed espressione riferibili ad una ipotetica “normalità”, ma trovare delle forme di comunicazione del tutto originali: gesti, parole, racconti hanno un significato unico ed irripetibile, perché unico è ogni individuo, con la sua storia, la sua sensibilità ed il suo percorso. Il gioco teatrale può diventare, dunque, strumento di autentica integrazione, un’occasione in più di superamento del disagio, una possibilità di “raccontarsi” che, nella realtà quotidiana non sempre è possibile; raccontare senza suscitare falsi pietismi, ma con la volontà di manifestare storie importanti.

"UDIRE/SENTIRE/ASCOLTARE": nel linguaggio corrente, queste tre parole spesso sono usate per esprimere un unico concetto. In realtà, il significato è profondamente diverso: udire è percepire con l'orecchio suoni e rumori; sentire è avvertire sensazioni, emozioni, avere coscienza di una situazione affettiva ed emotiva; ascoltare, significa prestare attenzione, essere disponibili al sentire (Ascoltare il proprio corpo: il respiro, il cuore, il rumore esterno. Il lavoro mira, attraverso l'esperienza diretta in spazi appositamente allestiti, ad una maggiore conoscenza del sé in rapporto al mondo esterno.


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